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Escursioni a piedi nell'Oasi Naturalistica del Pavillon du Mont Fréty 2200m
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I sentieri escursionistici vi permettono di visitare l'Oasi Naturalistica del Pavillon du Mont Fréty che si estende per circa 500 ettari fra i ghiacciai e la morena del Toula e le morene del Mont Fréty. La posizione aerea in cui vi trovate vi permette di vedere ad ovest la Val Veny e ad est la Val Ferret. La morfologia del terreno presenta grossi roccioni di granito intercalati da tratti di pascolo prediletto dai numerosi camosci, stambecchi e marmotte che popolano l'Oasi.
Percorrendo i sentieri dell'oasi potrete stabilire un contatto consapevole con l'ambiente montano e avrete finalmente modo di scoprire la rara bellezza dei colori della montagna nelle diverse stagioni:lo scintillante candore diamantino dellinverno, ma anche i caldi ramati dell'autunno che si poggia sulle latifoglie, il verdeggiante dell'estate sulle foreste di conifere e sugli alti pascoli ed il magico effetto del disgelo primaverile, che scoprirà ai vostri occhi la pressoché ignota policromia del granito delle rocce, per lunghi mesi celato a sguardi da un candido manto nevoso. Potrete, inoltre, scoprire parecchie curiosità sul terreno su cui camminate e sulla sua storia: le tracce che testimoniano l'azione di modellamento dei ghiacciai sul terreno, infatti sono ancora molto evidenti e sarà sufficiente un'osservazione attenta per vederle. Non va tuttavia dimenticato che la zona intorno al Pavillon, protetta dai venti grazie alla sua posizione strategica, ben si presta, in estate come in inverno, a divenire solarium ideale per donare a tutti un'abbronzatura veloce e naturale.
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SENTIERO STORICO NATURALISTICO
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20
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Il Rifugio del Pavillon
(2650 m.)
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Lunghezza 2500 m. - 1h40 minuti
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Sorge a quota 2.174 m. sul promontorio del Mont Frèty, lo sperone che fa da spartiacque fra i ghiacciai del Toula e del Mont Frèty e costituisce un eccezionale punto panoramico. In un arco completo da ovest a est, lo sguardo abbraccia la Val Veny con le inconfondibili guglie delle Pyramides Calcaires e la Val Ferret, cui fa da sfondo l’imponente massiccio del Grand Combin. Di fronte si può godere di una delle più belle viste d’insieme della valle di Courmayeur, adagiata in basso nella sua conca naturale come in un proscenio tra i due enormi bastioni del Monte de la Saxe e dello Chètif. Alle spalle la
straordinaria prospettiva di cime, ghiacciai, guglie rocciose e dirupi, che rappresenta il “master” di ogni alpinista europeo: l’Aiguille Noire de Peuterey, les Dames Anglaises, l’Aiguille Blanche, il Monte Bianco, L’Aiguille de la Brenva, la Tour Ronde, il Dente del Gigante, il Dent di Jetoula, les Aiguilles de Rochefort e le Grandes Jorasses. Il massiccio del Bianco è uno degli spettacoli più maestosi, severi
ed assolutamente affascinante delle Alpi e il Rifugio del Papillon è una meta irrinunciabile per il turista alla ricerca di paesaggi emozionanti. Il più frettoloso ha a sua disposizione la funivia che dalla frazione La Palud lo deposita in pochi minuti alla meta. Per quelli che la montagna preferiscono conquistarsela a piedi, c’è l’antico sentiero storico, percorso da guide, alpinisti, portatori in marcia verso il Colle del Gigante. Dalla strada carrozzabile della Val Ferret, subito sopra l’abitato di La Palud, si imbocca sulla sinistra la via indicata dal cartello segnavia giallo n. 20, che portano ai casolari dello Chapy a 1467 m di quota. Proseguendo si incontra una cappelletta e dopo aver attraversato una zona prativa si raggiunge
una malga. Da qui si inizia il sentiero che sale verso il bosco sovrastante che si percorre tutto sul crinale, in una fitta vegetazione di larici che affondano pervicacemente le loro radici contorte sul terreno scosceso. E’ questo in inverno il regno dei camosci, che scendono in basso a cercare lo scarso nutrimento nel terreno poco innevato sotto gli alberi. A quota 2000 m termina bruscamente la soglia del bosco e inizia la vegetazione prettamente alpina, costellata di arbusti e da una grande varietà di colori dalle forme e dai colori più svariati, il cui ciclo vitale si consuma nel brevissimo intervallo estivo. Il sentiero prosegue ben tracciato in ripidi tornanti, fino al Rifugio, oggi una solida costruzione in pietra adibita anche a ristorante.
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SENTIERO STORICO
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20
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Les Portes (2650 m.)
(detto anche della Capanna del Mulo)
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Lunghezza 2700 m. - 1h30 minuti
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Fiancheggiando in partenza il Giardino Botanico “Saussurea”, si sale con ampi zig-zag in modo del tutto agevole, su prati a pascolo fino alle prime rocce che sostengono i ripidi pendii sotto gli edifici dei due Rifugi Torino. Dopo circa un’ora e mezza si arriva a quota 2650 m. e qui il paesaggio cambia, abbracciando un orizzonte più vasto. Il sentiero termina presso i resti di un riparo, detto “Capanna del Mulo”. Di qui in poi il tracciato per raggiungere il Colle del Gigante è prettamente alpinistico e riservato quindi a buoni scalatori.
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SENTIERO NATURALISTICO
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20B
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Morena del Toula (2500 m.)
denominato "Titta Gilberti"
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Lunghezza 2700 m. - 1h30 minuti
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Il sentiero ha inizio da Les Portes e si sviluppa, pressoché pianeggiante lungo la morena del ghiacciaio
del Toula. Rappresenta un itinerario invitante, che permette di completare l’esplorazione dell’Oasi naturalistica del Pavillon e di ammirare a distanza ravvicinata e a quota superiore le muraglie massicce, le guglie scolpite nella roccia, i graniti rossastri, le torri verticali e i picchi acuminati del versante Sud del Monte Bianco. Il massiccio del Monte Bianco è costituito da rocce magmatiche intrusive e da rocce metamorfiche, soprattutto graniti gneiss, magmatiti e micascisti. Ai piedi del massiccio affiorano invece tenere rocce sedimentarie come calcari, dolomie, scisti e gessi.
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SENTIERO DI CONTEMPLAZIONE
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20A
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Il sentiero Francesco e Giuditta Gatti denominato Sentiero delle Marmotte
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Lunghezza 1000 m. - 35 minuti
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E’ certamente fra gli itinerari più suggestivi dell’Oasi Naturalistica, che permette di addentrarsi maggiormente nel cuore del Massiccio. Inizia dal Pavillon e nel primo tratto fiancheggia il giardino Saussurea. Dopo una breve salita, a quota 2200 m. piega bruscamente a sinistra verso la morena del ghiacciaio del Toula. Il tracciato si snoda, tagliando a mezza costa per prati e pascoli e attraversando
modesti ruscelli che scendono dal ghiacciaio. E’ questo uno dei percorsi che abbiamo definito “di contemplazione” in quanto la bellezza del paesaggio è tale da riuscire a creare in chi lo percorre suggestioni inaspettate. Sulle balze moreniche e sui dossi sassosi occhieggiano i cuscinetti di silene, trapuntati di minuscoli fiori rosei e i ciuffetti di Sempervivum, mentre negli anfratti sbocciano i delicati anemoni e i garofanini. Di tanto in tanto tra i massi svettano fiori carnosi, color rosso rubino del giglio martagone. Scomparsi i rumori del fondovalle, si percepisce il fruscio dell’acqua dei bracci cristallini che scendono dalla nuda morena, dando vita a ceppi di felci verdissime. Procedendo è impossibile non concedersi frequenti soste, affascinati dal complesso di cime, dominato dall’Aiguille Noire, che svetta sulle altezze del Monte Bianco, guglia acuminata lanciata verso il cielo. Dopo aver attraversato il contrafforte roccioso del Torrione d’Entèves e il vallone ai piedi della muraglia verticale dell’Aiguille della Brenva, si arriva ad una piattaforma panoramica, da cui si può ammirare la valle sottostante. Fin qui il sentiero è pressoché pianeggiante e percorribile senza difficoltà. Da questo punto si può proseguire verso la zona più impegnativa che conduce al
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SENTIERO ALPINISTICO
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20A
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Monte della Brenva Il sentiero Francesco e Giuditta Gatti (seconda parte)
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Lunghezza 500 m. - 1h
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E’ riservato ad escursionisti con pratica alpinistica, in quanto in alcuni punti è attrezzato con catene
e corde fisse. Dalla piattaforma panoramica su cui termina il sentiero Francesco e Giuditta Gatti, il sentiero sprofonda nella scarpata orientale del Monte della Brenva con tratto scosceso, attrezzato con catene fisse. Attraverso il torrente risale fino alla spalla del monte. Qui si apre uno spettacolo straordinario: il ghiacciaio della Brenva, dominato dal Monte Bianco, incombe dall’alto, serrato tra il Mont Blanc de Courmayeur, l’Aiguille Blanche, l’Aiguille Noir e le Dames Anglaises, un insieme di rocce acuminate e frastagliate, di picchi aguzzi come denti di squalo e di merletti minerali dai colori bruni e rossastri. Uno dei panorami più affascinanti delle Alpi è di fronte a noi: stupefacente e misterioso il mondo dei ghiacci e delle nevi eterne sembra concedere a chi lo avvicina la magia delle sue forme e dei suoi colori.
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SENTIERO STORICO NATURALISTICO
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Pavillon-Prou de la Brenva (2650 m.)
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Dislivello 875 m. - 2h circa
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Sentiero di facile percorrenza si sviluppa lungo la prateria alpina che dal Pavillon si estende al ghiacciaio della Brenva. Lungo il tragitto si incontra la Capanna du Berger, vecchio ricovero recentemente messo a nuovo, offre la possibilità di una piacevole sosta con vista sulla conca di Courmayeur. Il sentiero prosegue fino alla strada poderale di La Palud che porta alla partenza delle Funivie.
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Nello zaino (equipaggiamento tipo per un'escursione):
- ABBIGLIAMENTO
- Maglione
- Giacca a vento
- Impermeabile
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PROTEZIONE SOLARE
- Occhiali da sole
- Crema da sole
- stick per le labbra
È consigliabile un bastone da escursione o telescopico
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