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Un po' di storia
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Rifugio Pavillon 1920
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L’idea di un collegamento internazionale tramite funivia tra Italia ed un Paese confinante aveva colpito l’attenzione del Conte Lora Totino, che si propose di collegare il versante italiano del Cervino al centro turistico di Zermatt. Vistosi negare il progetto dalle autorità svizzere, il Conte trovò nuove speranze con l’apertura della linea Chamonix-Aiguille du Midi.
Nacque, così, l’idea di collegare due stazioni ancora più prestigiose, Courmayeur e Chamonix, in un massiccio straordinario come quello del Bianco.
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“...E’ imminente l’inaugurazione della Funivia dei Ghiacciai, che completa il gigantesco ponte di fili gettato tra l’Italia e la Francia, ponte che consentirà a chiunque ne abbia necessità e desiderio di passare in poco più di un’ora da Courmayeur a Chamonix.” (La Domenica del Corriere del 1958)
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Sul versante italiano esisteva già una funivia che collegava la valle di Courmayeur col Rifugio Torino (3300 m.); la costruzione di un troncone lungo 250 m. e di 150 m. di dislivello per raggiungere Punta Helbronner non era un problema. La grande difficoltà stava nell’attraversare 5 km. di ghiacciai in perpetuo movimento.
La grandiosa opera, ideata e costruita sotto la direzione dell’ingegnere conte Dino Lora Totino, ebbe come progettista il Professor Vittorio Zignoli del Politecnico di Torino e come realizzatori parecchi tecnici e un esercito di generosi e coraggiosi operai.
L’impianto della lunghezza di quindici chilometri (15009 mt), comprende tre sezioni.
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Posa Funi
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Partenza della funivia
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La prima (anche in ordine di tempo) porta da La Palud al Rifugio Torino.
Dalla Valle della Dora al vecchio rifugio situato sotto il Colle del Gigante, superando un dislivello di 2005 metri (con un percorso di 4230 metri), s’impiegano dieci minuti circa (a piedi ci volevano circa sette ore). La costruzione sorse durante il periodo bellico, ma appena messe in opera le funi portanti furono tranciate da un mitragliamento effettuato dagli aerei. francesi. La funivia venne poi aperta al pubblico nel 1948.
La seconda sezione, da Chamonix a l’Aiguille du Midi, iniziata nella primavera del 1951 e aperta al pubblico nel 1956, è quello che presenta il maggiore dislivello, 2812 metri su un percorso di 5416 metri. Si iniziò con il collegare Chamonix (1030 metri) al Plan des Aiguilles (2317) e l’anno successivo aggiunsero il tratto che arriva sino all’Aiguille du Midi (3842).
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La terza sezione, iniziata nella primavera del 1954, e collaudata nella primavera del 1958, congiunge il Rifugio Torino a l’Aiguille du Midi, passando per la Punta Helbronner e il Gros Rognon, provvidenziale sostegno naturale.
Dalla Punta Helbronner, a cui si è pervenuti con un balzo di 270 metri (e un dislivello di 132) inizia la vera e propria “FUNIVIA DEI GHIACCIAI”.
La lunghezza del tratto è di 5093 metri (con un dislivello di 311).
E’ senza dubbio questo il tratto più spettacolare ed interessante, non solo dal punto di vista panoramico ma anche tecnico, infatti la realizzazione del tratto di collegamento che unisce tra loro le stazioni di arrivo delle funivie già esistenti sul lato italiano e quello francese, è stato possibile grazie a soluzioni tecniche del tutto originali, la maggiore delle quali è indubbiamente costituita dal “pilone aereo” che ha sbalordito per l’audacia della sua concezione.
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Funivia dei ghiacciai
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Funivia negli anni 60
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La realizzazione del pilone aereo si rese necessario perché, il tratto tra il Gros Rognon e la Punta Helbronner è una campata unica di 3300 metri. Necessitava quindi dì un sostegno, altrimenti le funi, non tenute, si sarebbero adagiate sulle nevi del Col des Flambeaux.
Scartata l’ipotesi di appoggiare un pilone normale sul ghiacciaio sottostante (instabilità dei ghiacciai), il conte Lora Totino pensò alla possibilità di costruire appunto un pilone aereo. Lo studiò, fece esperimenti nel giardino della sua villa, poi diede l’incarico della realizzazione all’ing. Zignoli.
Per avere un’idea del lavoro che è stato fatto, basti ricordare che di funi, tra quelle che sono state stese, altre andate perdute o tenute di riserva, ne sono state portate lassù circa 300 chilometri.
Impossibile parlare di Courmayeur e delle Funivie del Monte Bianco senza che il pensiero corra al Conte Giovanni Battista Gilberti.
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Il Conte Giovanni Battista Gilberti (Titta per gli amici) nacque a Milano il 15 giugno del 1913. La sua famiglia soggiornava a Courmayeur sin dal 1908. Appassionato alpinista e sciatore, pioniere dello sviluppo turistico e sciistico di Courmayeur, il suo nome è legato per sempre a questo piccolo paese alpino che sotto la sua guida è diventato una moderna stazione turistica invernale.
Nel 1957 il Conte acquista le azioni della Società Monte Bianco dal Conte Lora Totino diventando maggior azionista e Presidente della Società, proprietaria delle Funivie.
Da quel momento la famiglia Gilberti è diventata la principale protagonista dello sviluppo turistico di Courmayeur.
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