Esperienze

I sentieri del Monte Bianco

Per scoprire, un passo dopo l'altro, la grande montagna.

Stazione di COURMAYEUR

SENTIERO NATURALISTICO 20 - Pavillon-Prou de la Brenva

Dislivello 875 m. - 2h circa

Non lontano dalla stazione di partenza di Skyway, nei pressi dell’hangar degli elicotteri,  inizia il sentiero denominato Prou de la Brenva un sentiero di facile percorrenza  che ti permette di salire a piedi fino alla stazione del Pavillon con un dislivello di circa 800 metri e della durata di circa 2 ore. Lungo il tragitto si incontra la Capanna del Berger, vecchio ricovero recentemente rimesso a nuovo, e offre una piacevole sosta con vista sulla conca di Courmayeur.  Per affrontare l’escursione ti consigliamo scarpe da trekking e bastoncini oltre ad un minimo allenamento considerando che il sentiero prevede varie salite.

Stazione di PAVILLON

Se non possiedi competenze alpinistiche ma  desideri fare una passeggiata ai piedi del Monte Bianco per ammirare le vette anche dal basso, vari sentieri sono presenti nella stazione del Pavllon, percorsi escursionistici per  visitare l’Area Naturalistica del Pavillon tra i ghiacciai e la morena del Thoula e le morene del Mont Fréty.

La posizione aerea in cui ti trovi ti permette di osservare a ovest la Val Veny e a est la Val Ferret.

La morfologia del terreno presenta grossi roccioni di granito intercalati da tratti di pascolo prediletto dai numerosi camosci, stambecchi e marmotte.

Percorrendo i sentieri potrai stabilire un contatto consapevole con l’ambiente montano e avere finalmente modo di scoprire la rara bellezza dei colori della montagna nelle diverse stagioni.

SENTIERO STORICO NATURALISTICO 20 - Il Rifugio del Pavillon (2650 m.)

Lunghezza 2500 m. - 1h40 minuti

Sorge a quota 2.174 m. sul promontorio del Mont Frèty, lo sperone che fa da spartiacque fra i ghiacciai del Thoula e del Mont Frèty e costituisce un eccezionale punto panoramico.

In un arco completo da ovest a est, lo sguardo abbraccia la Val Veny con le inconfondibili guglie delle Pyramides Calcaires e la Val Ferret, cui fa da sfondo l’imponente massiccio del Grand Combin. Di fronte si può godere di una delle più belle viste d’insieme della valle di Courmayeur, adagiata in basso nella sua conca naturale come in un proscenio tra i due enormi bastioni del Monte de la Saxe e dello Chètif.

Alle spalle la straordinaria prospettiva di cime, ghiacciai, guglie rocciose e dirupi, che rappresenta il “must” di ogni alpinista europeo: l’Aiguille Noire de Peuterey, les Dames Anglaises, l’Aiguille Blanche, il Monte Bianco, L’Aiguille de la Brenva, la Tour Ronde, il Dente del Gigante, il Dent di Jetoula, les Aiguilles de Rochefort e le Grandes Jorasses.

Il massiccio del Bianco è uno degli spettacoli più maestosi, severi ed assolutamente affascinante delle Alpi e il Pavillon è una meta irrinunciabile per il turista alla ricerca di paesaggi emozionanti. Dalla strada carrozzabile della Val Ferret, subito sopra l’abitato di La Palud, si imbocca sulla sinistra la via indicata dal cartello segnavia giallo n. 20, che portano ai casolari dello Chapy a 1467 m di quota. Proseguendo si incontra una cappelletta e dopo aver attraversato una zona prativa si raggiunge una malga. Da qui si inizia il sentiero che sale verso il bosco sovrastante che si percorre tutto sul crinale, in una fitta vegetazione di larici che affondano pervicacemente le loro radici contorte sul terreno scosceso.

E’ questo in inverno il regno dei camosci, che scendono in basso a cercare lo scarso nutrimento nel terreno poco innevato sotto gli alberi. A quota 2000 m termina bruscamente la soglia del bosco e inizia la vegetazione prettamente alpina, costellata di arbusti e da una grande varietà di colori dalle forme e dai colori più svariati, il cui ciclo vitale si consuma nel brevissimo intervallo estivo.

Il sentiero prosegue ben tracciato in ripidi tornanti, fino in prossimità della stazione del Pavillon.

SENTIERO STORICO 20

Les Portes (2650 m.) (detto anche della Capanna del Mulo)

Lunghezza 2700 m. - 1h30 minuti

Fiancheggiando in partenza il Giardino Botanico “Saussurea”, si sale con ampi zig-zag in modo del tutto agevole, su prati a pascolo fino alle prime rocce che sostengono i ripidi pendii sotto gli edifici dei due Rifugi Torino.

Dopo circa un’ora e mezza si arriva a quota 2650 m. e qui il paesaggio cambia, abbracciando un orizzonte più vasto. Il sentiero termina presso i resti di un riparo, detto “Capanna del Mulo”.

 

SENTIERO NATURALISTICO DENOMINATO “TITTA GILBERTI” 20B

Morena del Thoula (2500 m.) - Lunghezza 750 m. - 20 minuti

Il sentiero ha inizio da Les Portes e si sviluppa, pressoché pianeggiante lungo la morena del ghiacciaio del Thoula. Rappresenta un itinerario invitante, che permette di completare l’esplorazione dell’Oasi naturalistica del Pavillon e di ammirare a distanza ravvicinata e a quota superiore le muraglie massicce, le guglie scolpite nella roccia, i graniti rossastri, le torri verticali e i picchi acuminati del versante Sud del Monte Bianco.

Il massiccio del Monte Bianco è costituito da rocce magmatiche intrusive e da rocce metamorfiche, soprattutto graniti gneiss, magmatiti e micascisti. Ai piedi del massiccio affiorano invece tenere rocce sedimentarie come calcari, dolomie, scisti e gessi.

 

SENTIERO DI CONTEMPLAZIONE 20A

Il sentiero Francesco e Giuditta Gatti (già denominato Sentiero delle Marmotte)

Lunghezza 1000 m. - 35 minuti

E’ certamente fra gli itinerari più suggestivi dell’Oasi Naturalistica, che permette di addentrarsi maggiormente nel cuore del Massiccio. Inizia dal Pavillon e nel primo tratto fiancheggia il giardino Saussurea. Dopo una breve salita, a quota 2200 m. piega bruscamente a sinistra verso la morena del ghiacciaio del Thoula. Il tracciato si snoda, tagliando a mezza costa per prati e pascoli e attraversando modesti ruscelli che scendono dal ghiacciaio. E’ questo uno dei percorsi che abbiamo definito “di contemplazione” in quanto la bellezza del paesaggio è tale da riuscire a creare in chi lo percorre suggestioni inaspettate. Sulle balze moreniche e sui dossi sassosi occhieggiano i cuscinetti di silene, trapuntati di minuscoli fiori rosei e i ciuffetti di Sempervivum, mentre negli anfratti sbocciano i delicati anemoni e i garofanini. Di tanto in tanto tra i massi svettano fiori carnosi, color rosso rubino del giglio martagone. Scomparsi i rumori del fondovalle, si percepisce il fruscio dell’acqua dei bracci cristallini che scendono dalla nuda morena, dando vita a ceppi di felci verdissime. Procedendo è impossibile non concedersi frequenti soste, affascinati dal complesso di cime, dominato dall’Aiguille Noire, che svetta sulle altezze del Monte Bianco, guglia acuminata lanciata verso il cielo. Dopo aver attraversato il contrafforte roccioso del Torrione d’Entèves e il vallone ai piedi della muraglia verticale dell’Aiguille della Brenva, si arriva ad una piattaforma panoramica, da cui si può ammirare la valle sottostante.

Fin qui il sentiero è pressoché pianeggiante e percorribile senza difficoltà. Da questo punto si può proseguire verso la zona più impegnativa che conduce al

 

SENTIERO ALPINISTICO 20A

Monte della Brenva sentiero Francesco e Giuditta Gatti (seconda parte)

Lunghezza 500 m. - 1h

E’ riservato ad escursionisti con pratica alpinistica, in quanto in alcuni punti è attrezzato con catene e corde fisse. Dalla piattaforma panoramica su cui termina il sentiero Francesco e Giuditta Gatti, il sentiero sprofonda nella scarpata orientale del Monte della Brenva con tratto scosceso, attrezzato con catene fisse. Attraverso il torrente risale fino alla spalla del monte. Qui si apre uno spettacolo straordinario: il ghiacciaio della Brenva, dominato dal Monte Bianco, incombe dall’alto, serrato tra il Mont Blanc de Courmayeur, l’Aiguille Blanche, l’Aiguille Noir e le Dames Anglaises, un insieme di rocce acuminate e frastagliate, di picchi aguzzi come denti di squalo e di merletti minerali dai colori bruni e rossastri. Uno dei panorami più affascinanti delle Alpi è di fronte a noi: stupefacente e misterioso il mondo dei ghiacci e delle nevi eterne sembra concedere a chi lo avvicina la magia delle sue forme e dei suoi colori.

 

Stazione di PUNTA HELBRONNER

Skyway Monte Bianco ti porta sul punto più alto d'Italia, tra le nevi perenni e i ghiacciai millenari attorno alla stazione di Punta Helbronner a 3466m. Da qui gli alpinisti più esperti partono per andare in esplorazione, alla ricerca di scalate e imprese eroiche tra le vette granitiche del Massiccio del Monte Bianco.

I percorsi che partono da Punta Helbronner sono alpinistici, non sono segnalati, protetti o controllati, pertanto ti consigliamo di contattare l'Ufficio delle Guide Alpine di Courmayeur per affidarti ai professionisti della montagna. La Società delle Guide Alpine di Courmayeur è la più antica d'Italia, mettendo a disposizione degli amanti della montagna, la conoscenza e l'esperienza di coraggiose Guide che ti faranno vivere un'esperienza alpinistica sulle vette valdostane, in sicurezza e fiducia.